


SQUILLACE - Tre famiglie per un totale di dodici persone dovranno lasciare la loro casa a Squillace perché minacciate da una frana in movimento. L’ordinanza del sindaco Guido Rhodio è stata notificata ai tre nuclei familiari, ieri mattina (domenica) di buon’ora. Le tre famiglie vivono in località Fiasco Baldaya, una frazione che si trova a pochi chilometri dalla statale 106. Nella parte alta di questa contrada è in atto un pauroso movimento franoso, causato dal prolungato maltempo dei giorni scorsi, che si è protratto per diversi giorni, tanto che il primo cittadino, d’accordo con i vigili del fuoco di Catanzaro e con i vigili urbani è stato costretto a ordinare lo sgombero dell’edificio, una palazzina di due piani e quattro appartamenti, in cui abitano le dodici persone. “Fortunatamente – ci spiega Rocco, uno dei destinatari dell’ordinanza – avevamo costruito un muro di contenimento in cemento armato, che ha evitato finora che il terriccio franato giungesse nel nostro appartamento, ma del materiale argilloso proveniente dalla collinetta sovrastante ha già superato l’orlo del muro arrivando fin quasi sotto le finestre”. Si sta cercando, come primo intervento, di deviare una falda acquifera, per evitare che il terreno ceda ancora, ma le tre famiglie attendono un intervento risolutivo da parte delle autorità competenti. Intanto, la situazione del movimento franoso viene monitorata costantemente d’intesa con la Prefettura di Catanzaro, i vigili del fuoco, la protezione civile regionale e i carabinieri di Squillace. Alta l’attenzione sulla zona da parte degli uffici comunali, dell’assessore Gaetano V. Froio e del consigliere delegato alla Protezione civile Nunzio Pipicella. “Solo l’installazione di un’adeguata palificazione in cemento armato potrà salvaguardare l’area”, ci dice affranto Rocco, che è dipendente comunale. I vigili del fuoco avevano svolto sabato sera un sopralluogo in quella zona, attraversata da una strada provinciale, segnalando al sindaco una situazione di probabile rischio e pericolo per le tre famiglie di Fiasco. Adesso si presenta il problema di un’adeguata sistemazione per queste persone, in attesa di un intervento immediato per il risanamento idrogeologico di tutta la zona.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Suggestivo concerto di beneficenza venerdì scorso in cattedrale a Squillace, organizzato dal comitato provinciale Unicef di Catanzaro con l’assessorato allo Spettacolo del Comune. Presentato da Domenico Gareri e Stefania Abbruzzo lo spettacolo è stato tenuto dagli artisti Eleonora Pisano (soprano) e Gaetano Rizzo (pianoforte), che hanno proposto brani dalle opere di Mozart, Franck, Schubert, Verdi, Donizetti, Puccini, Bizet, fino agli intramontabili “O sole mio” e “Tornano a Surriento”. La presidente Unicef di Catanzaro, Annamaria Fonti Iembo, ha illustrato le finalità del concerto, durante il quale sono state raccolte offerte da devolvere interamente per l’emergenza Haiti, soprattutto per i bambini terremotati. La stessa Iembo ha reso noto che di recente il comitato Unicef di Catanzaro ha stipulato con l’associazione dei Carabinieri “G. Arruzzo”, per un lavoro comune finalizzato alla difesa dei diritti dei minori, della famiglia nella sua conformazione naturale e morale, della legalità come rispetto delle regole del vivere civile. Un accordo sul quale si è detto pienamente soddisfatto anche il presidente dell’associazione Carabinieri, Maurizio Arabia.
Al concerto di Squillace erano presenti anche i sindaci di Squillace, Guido Rhodio, e di Amaroni, Arturo Bova, l’assessore comunale allo Spettacolo Pino Manoiero, il vicario generale dell’arcidiocesi mons. Raffaele Facciolo, i giudici di pace Vito Cesareo e Franco Lombardo, il capitano dei Carabinieri di Soverato, Emanuele Leuzzi, il luogotenente di Girifalco Pasquale Mendicino, i marescialli dei carabinieri di Squillace, Federico Sabatelli e Lorenzo Pisani. L’assessore Manoiero, in chiusura, ha confermato il sostegno a “manifestazioni di carattere culturale, solidale e sociale di un certo rilievo”, anticipando l’organizzazione di un’altra importante iniziativa a Squillace in collaborazione con il Coni.
Carmela Commodaro
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CATANZARO - Dopo Livorno e La Spezia, il libro "Cassiodoro il Grande" di Franco Cardini è stato presentato anche a Catanzaro, sabato scorso, su iniziativa dell'associazione Centro Culturale Cassiodoro, dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, dell'Istituto di studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria, del Comune di Squillace, con la collaborazione del Rotary club "Nicotera-Medma". Ad aprire l'incontro, don Antonio Tarzia, direttore della rivista "Jesus" e presidente dell'associazione Cassiodoro, il quale, dopo aver illustrato le finalità del sodalizio, si è soffermato sulla figura di Cassiodoro. L'autore Cardini, docente all'Università di Firenze, ha spiegato che il suo è un libro agile, non erudito, una biografia onesta di un grande politico, fondatore o ispiratore del monachesimo occidentale. Parlando di Cassiodoro, Cardini ha osservato come sia una figura di grande attualità: la sua azione era volta a salvare il passato e a far convivere popoli diversi. "Ecco perché - ha affermato Cardini - Cassiodoro è un patrimonio da utilizzare nel presente". Sulla spiritualità di Cassiodoro ha parlato il canonico Pietro Emidio Commodaro, docente dell'Istituto San Pio X di Catanzaro. "Ciò che si è sedimentato nella nostra terra dell'insegnamento di Cassiodoro sono - ha sottolineato - la mistica dell'incarnazione, l'etica del lavoro e l'antropologia cristiana del tempo". Il sindaco di Squillace, Guido Rhodio, ha auspicato che Cassiodoro "venga rimesso al suo posto", cioè venga "visto nella sua poliedricità e non solo come erudito". Nell'occasione, si è svolta la prima edizione del premio "Cassiodoro 2010", istituito, come annunciato dal vicario generale dell'arcidiocesi, mons. Raffaele Facciolo, per uno stimolo a vincere l'indifferenza, per valorizzare i benefattori dell'umanità, per promuovere la storia locale. Il premio, una medaglia d'argento realizzata dal grande artista italiano Angelo Grilli, è stato consegnato all'arcivescovo metropolita mons. Antonio Ciliberti, a Franco Cardini e agli imprenditori calabresi Vincenzo Bava, Francesco Cascasi e Francesco Ventura. Le motivazioni del premio agli imprenditori sono state illustrate da Gianfranco Saccomanno, del Rotary club. Tessera di socio onorario e medaglia bronzea dello stesso artista sono state consegnate all'arcivescovo emerito mons. Antonio Cantisani e al sindaco Rhodio.
Traendo le conclusioni, mons. Ciliberti ha evidenziato la dimensione della spiritualità di Cassiodoro ed ha parlato dell'impegno della Chiesa locale per lo svolgimento del processo canonico per il riconoscimento del culto e per vedere finalmente riconosciuto l’onore degli altari a questo grande figlio della Calabria e dell’Europa cristiana.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Con un fonogramma indirizzato all’arcivescovo mons. Antonio Ciliberti, ai sovrintendenti archeologico e dei Beni artistici, agli assessori regionali ai Beni culturali e ai Lavori pubblici e al prefetto di Catanzaro, il sindaco di Squillace Guido Rhodio ha segnalato il crollo dell’arco trionfale dell’antica chiesa del monastero di santa Chiara, dovuto alle intemperie dei giorni scorsi. Nell’ultima giunta municipale, il sindaco rhodio aveva proposto la deliebrazione della richiesta dello stato di calamità poiché le intense piogge hanno causato gravi danni al territorio comunale, che gli appositi uffici erano stati incaricati di verificare e quantificare. Nel corso di un sopralluogo al monastero di Santa Chiara, i vigili urbani hanno segnalato al sindaco il crollo dell’arco trionfale della chiesa di pertinenza dell’antico monumento.
“Solo da qualche settimana – ha reso noto Rhodio – si sono conclusi i lavori di restauro del monastero per circa due miliardi di vecchie lire”. Il sindaco aveva tuttavia richiesto alla Regione un’integrazione del finanziamento per poter completare i lavori e intervenire sui ruderi della vecchia chiesa annessa o in subordine l’utilizzo dei ribassi d’asta. Il monumento è di proprietà dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, con la quale il Comune ha stipulato una convenzione per attuare l’intervento di consolidamento e restauro con fondi regionali ed europei.
Il monastero di Santa Chiara, situato nelle adiacenze della centralissima piazza della città, è uno dei monumenti più visitati di Squillace. La costruzione, risalente al 1604, inizialmente ospitava alcune suore che osservavano la regola di Santa Chiara. Nel 1783 il terremoto distrusse quasi completamente l'edificio e oggi si può ammirare la stupenda facciata, che fa spesso da sfondo alle foto di turisti e visitatori. All’interno, di notevole importanza sono i resti del matroneo, uno dei pochi presenti in Calabria. Tale monumento costituiva uno dei più antichi e stridenti problemi urbanistici del centro storico di Squillace e, grazie all’impegno del sindaco Rhodio e della sua giunta, il Comune ha operato un primo intervento di consolidamento e restauro, tramite la Regione Calabria, nell’ambito dell’Accordo di programma quadro Beni culturali. “Ora, alla luce dei nuovo fatti, speriamo – afferma Rhodio – in una decisone favorevole per il completamento del restauro”.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Nonostante il maltempo, è riuscita la festa di Carnevale, a Squillace, organizzata domenica scorsa dall'associazione culturale cattolica "Domus Pacis" con la collaborazione dell'associazione "Event" e il patrocinio del Comune di Squillace e della Provincia di Catanzaro. Una simpatica sfilata di centinaia di mascherine ha allietato le strade del centro storico, in un momento di tregua del maltempo. E’ stata come sempre la festa dei bambini e dei ragazzi: tantissimi hanno preso parte alla sfilata, facendo da colorata coreografia all’intera kermesse.
La serata è proseguita nei saloni parrocchiali di San Giorgio, dove si è svolta la manifestazione di balli e giochi vari, condotta dagli animatori della Moulin Rouge Agency di Christian Napoli, presente anche un gruppo di bellissime ragazze brasiliane che hanno danzato sulle note carnascialesche sudamericane. Sono state poi premiate le maschere più belle.
La speranza di tutti è che negli anni a venire si possa pensare all'organizzazione del rinomato "Carnevale squillacese" riportando la manifestazione ai fasti di un tempo, quando venivano realizzati i carri allegorici e la manifestazione riusciva a calamitare l'attenzione di un vasto pubblico.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Anche Squillace ha decretato il successo di Agazio Loiero per le primarie di domenica scorsa. Due i seggi allestiti, uno nel centro storico l'altro nella frazione marina. L'88,6% dei voti sono andati a Loiero, mentre Giuseppe Bova non è andato oltre l'11,4%.
"Desidero ringraziare - ha affermato Nunzio Pipicella, portavoce locale del Pd - le persone che, sfidando la pioggia e il maltempo, si sono recate alle urne per la scelta del candidato Pd alla presidenza della Regione Calabria. Un calo di affluenza rispetto alle ultime primarie in linea con l’andamento generale in tutta la regione. Non ci nascondiamo dietro le condizioni meteorologiche, che sicuramente hanno influito molto, ma il dato dell’affluenza deve far riflettere anche politicamente sulla gestione che è stata fatta in merito a queste primarie. Prima convocate per il 17 gennaio, poi sospese per il probabile accordo con l’Udc, poi riconvocate per il 7 febbraio e rinviate, in ultimo, al 14 febbraio, giorno di San Valentino e di Carnevale, la cosa ha provocato confusione e ha dato adito a illazioni da parte degli avversari e critiche che, seppur infondate, hanno contribuito a screditare l’istituto delle primarie, che sono state nel nostro partito momento di grande democrazia e partecipazione sia con l’elezione a segretario di Veltroni e non ultima con quella di Bersani". Secondo Pipicella, "il successo del governatore uscente ci lascia molto fiduciosi sulla futura ricomposizione delle fratture interne che hanno condizionato in modo negativo l’andamento del partito in Calabria. Uscite come quella dell’on. Lo Moro a Taurianova o quella dell’on. Amendola devono far parte di un passato da dimenticare per poter lavorare uniti cercando l’alleanza con l’Idv e Callipo, come sta facendo Loiero, per vincere le elezioni regionali e non lasciare il governo della Calabria alla destra di Berlusconi e Scopelliti, fonte dei tanti disastri che la giunta regionale uscente ha ereditato e ai quali ha cercato di porre rimedio".
Carmela Commodaro
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Entrando in questo spazio sembra di entrare in una cattedrale". Lo ha
affermato l'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio
Ciliberti, inaugurando domenica 7 febbraio il nuovo ambiente della parrocchia
di Squillace Lido. Si tratta di un grande spazio attiguo alla canonica
sovrastato da una suggestiva tettoia in legno, che sarà utilizzato per attività
liturgiche e parrocchiali. "Specie nel periodo estivo - ha detto l'arcivescovo
- la nuova struttura servirà a contenere i tanti partecipanti alla celebrazione
eucaristica. Abbiamo sempre più bisogno di nuovi spazi, anche se la Chiesa di
Cristo non si identifica con le strutture, ma deve essere viva, costruita con
le pietre vive delle nostre anime". Mons. Ciliberti ha presieduto la
concelebrazione eucaristica, presenti il vicario generale mons. Raffaele
Facciolo, il parroco di Squillace Lido padre Piero Puglisi e il vice parroco
don Franco Munizzi, oltre a diversi altri sacerdoti del comprensorio. Padre
Piero ha affermato che quella dell'inaugurazione del nuovo spazio parrocchiale
è "una tappa del cammino di questa comunità: si realizza un desiderio per
rendere più accogliente lo spazio della casa parrocchiale. Uno spazio
importante per la vita di una comunità che cresce giorno per giorno e che ha
bisogno di nuovi locali. La struttura sarà messa a disposizione anche per
l'ufficio biblico della diocesi e per altre attività formative, culturali e di
aggregazione. Sarà utilizzata anche per momenti di celebrazione importanti
durante l'anno, come le cresime e le comunioni". Accogliendo il presule nella
nuova struttura, uno dei collaboratori di padre Piero, Bruno Trovato, ha
sottolineato che "sono tante le iniziative religiose e culturali che vengono
organizzate in parrocchia, con la partecipazione di bambini, ragazzi e giovani,
per cui il nuovo ambiente è necessario anche in considerazione del fatto che la
chiesa è ormai insufficiente". Dopo la benedizione da parte dell'arcivescovo,
la serata è proseguita con un rinfresco e la presentazione di momenti di vita
comunitaria.
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“E’ stata per noi una bellissima esperienza. I ragazzi soprattutto si sono
potuti metter in relazione con una realtà diversa da quella a cui sono
abituati”. E’ soddisfatta la docente di Lettere, Grazia Monterosso, che in
occasione della 18° giornata mondiale del malato ha organizzato una visita alla
casa di cura per anziani La Ginestra Hospital di Vallefiorita da parte dei suoi
alunni della seconda media “Vivariense” di Squillace. I quattordici ragazzi,
guidati dalla loro professoressa, hanno intrattenuto gli anziani ospiti della
struttura residenziale con poesie, canti e scenette varie e a ciascuno hanno
regalato una rosa e offerto dei dolcetti. Tanta la commozione da parte dei
vecchietti, che hanno ringraziato i giovani scolari con tanto di discorso
ufficiale. Per gli anziani è stata una giornata diversa e inattesa, un bel
momento di confronto; per i ragazzi certamente un’esperienza altamente
formativa e di grande importanza. Si sono resi conto che non ci sono solo nonni
che portano i nipotini a scuola o che giocano a casa con loro, ma esiste anche
una realtà di anziani ammalati che vivono in strutture protette e che hanno
bisogno di momenti come quello che hanno organizzato loro su impulso della loro
docente.
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Sulla vicenda del pezzo d’intonaco caduto sul pavimento dal soffitto di un’
aula della scuola elementare di Squillace interviene ancora il capogruppo
consiliare di maggioranza Nunzio Pipicella, con l’intento di respingere
immotivati allarmismi, contenuti in un manifesto e corredati di fotografie
della scena dell’incidente. “La parte interessata al crollo – spiega Pipicella
- non è quella falsamente evidenziata dal manifesto, vicino alla lavagna, ma si
trova esattamente dalla parte opposta, vicino alla finestra centrale che guarda
sul cortile; le pignatte fotografate e i calcinacci non sono quelli caduti da
soli dal riquadro del soffitto vicino alla finestra, ma appartengono ad altre
macerie che i muratori hanno, con martello e scalpello, saggiato per verificare
le consistenza degli intonaci negli vari riquadri del soffitto; le fotografie
pubblicate sono state scattate dopo l’intervento della ditta che sta eseguendo
i lavori all’interno della scuola. Il verbale dei vigili del fuoco, che hanno
visitato tutto l’edificio, inoltre, indica solamente l’interdizione delle due
aule oggetto dei lavori, interdizione ovvia già fatta dal Comune per la
concomitanza dei lavori, e non hanno evidenziato criticità nel resto delle
aule. Gli ulteriori sopralluoghi dell’ufficio tecnico, effettuati con l’
assistenza dell’ingegnere Saccà, presidente dell’Ordine degli ingegneri,
confermano che non esistono pericoli per l’incolumità delle persone negli altri
locali della scuola e nelle due aule, dove il Comune ha deciso di intervenire a
vasto raggio per eccesso di scrupolo. Gli avvoltoi politici, però, rimproverano
anche l’eccessiva prudenza e l’eccessivo scrupolo del Comune al fine di
tutelare al massimo bambini e scolaresche”. Secondo Pipicella, “quanto
dichiarato è provato dalla testimonianza degli organismi che, per competenza,
sono intervenuti nell’immediato nei locali della scuola elementare e
precisamente dirigente scolastico, vigili urbani, ufficio tecnico e ditta
chiamata ad effettuare i dovuti interventi”. “A parte questo increscioso
incidente – osserva il capogruppo di maggioranza - il Comune ha già in corso
interventi per l’ulteriore messa in sicurezza della scuola di via Assanti con
finanziamenti già pronti ed ha in corso ulteriori verifiche autonome e
presentato alla Regione i dati tecnici richiesti per gli accertamenti e i
probabili finanziamenti di antivulnerabilità per tutti gli altri edifici
scolatici, con priorità per quello di via Assanti, che è l’unico ad essere
stato costruito prima della legge antisismica del 1964, ma ampiamente stabile e
sicuro, disposti sull’intero territorio regionale”. Pipicella, poi, a nome dell’
amminsitarzione comunale, sente il bisogno di “tranquillizzare ancora i
genitori, i bambini, il personale docente e non docente, il dirigente
scolastico e la cittadinanza per la collaborazione e la pazienza dimostrata,
assicurando che il sindaco e l’amministrazione sono costantemente impegnati nel
monitorare la situazione e nel predisporre gli eventuali interventi necessari o
cautelativi”.
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La scuola primaria di Squillace ha celebrato la giornata della memoria delle
vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con un incontro al quale sono
stati invitati Antonio Sorrenti, presidente del Centro studi Triveneto sulla
Shoah e Magalì Sapor, una donna sopravvissuta allo sterminio. Presente la
delegata comunale all’Istruzione Berenice Brutto e i ragazzi e i docenti delle
quinte classi delle elementari di Squillace, Squillace Lido, Amaroni e
Vallefiorita, ha introdotto l’incontro il dirigente scolastico Leone
Campanella, che ha letto anche alcuni brani della ricerca svolta da un alunno
sulla vicenda delle foibe. A inquadrare il periodo storico è stato Sorrenti, il
quale con il suo Centro si dedica da anni alla ricerca dei documenti sulle
leggi razziali e le loro conseguenze; attività di ricerca che si è concentrata
non solo nel Triveneto ma anche in Calabria: i due territori hanno un
collegamento che consiste nel trasferimento degli internati dai campi del
Triveneto a Ferramonti di Tarsia, vicino a Cosenza, e viceversa. Sorrenti si è
augurato che la Regione Calabria istituisca un’altra giornata della memoria per
gli occitani calabresi e ha fatto cenno anche alla figura di Cassiodoro. Megalì
Sapor, invece, ha portato una commovente testimonianza della sua esperienza, da
bambina, nei campi profughi e delle privazioni conosciute da ragazzina. La
donna, riaprendo quella dolorosa pagina di storia, ha ricordato le migliaia di
vittime della pulizia etnica messa in atto dalle milizie jugoslave al termine
della seconda guerra mondiale, stimolando i bambini a riflettere e a porre
tante domande, come quella di un’alunna che chiedeva “perché c’è tanta
cattiveria nell’uomo?”. Sorrenti e la Sapor hanno risposto che “non si può
pretendere di cambiare gli uomini, ma occorre cambiare se stessi, essere più
buoni e rispettare gli altri”.
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Ecco le prime foto della comitiva Squillacese in missione in India.
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SQUILLACE – E’ stata commemorata sabato scorso a Squillace con una solenne concelebrazione in cattedrale, presieduta dall’arcivescovo metropolita mons. Antonio Ciliberti, con l’arcivescovo emerito mons. Antonio Cantisani, il vicario generale mons. Raffaele Facciolo e molti altri sacerdoti della diocesi, la traslazione delle reliquie di Sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi.
Al termine della concelebrazione eucaristica ha avuto luogo la tradizionale e caratteristica processione delle reliquie del Santo, in memoria della loro traslazione in città, dopo che l’urna contenente le sacre spoglie venne raccolta miracolosamente sulla spiaggia di Squillace.
Sant'Agazio, centurione e martire, che nel rito latino è commemorato l'8 maggio, morì intorno al 304. Era un centurione cappadoce dell'esercito romano di stanza in Tracia, fu accusato dal tribuno Firmo e dal Proconsole Bibiano di essere cristiano e, dopo aspre torture e tormenti, fu decapitato a Bisanzio sotto Diocleziano e Massimiano. L'imperatore Costantino il Grande costruì una Chiesa-Santuario in suo onore alla Karìa di Costantinopoli, dove divenne anche Patrono.
Da almeno tredici secoli (iconoclastìa e introduzione del rito bizantino nella Diocesi di Squillace a seguito della soggezione della stessa al Patriarcato di Costantinopoli) è patrono della città e della diocesi di Squillace (ora dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace).
Il corpo del Santo Martire è custodito e venerato in una monumentale cappella della cattedrale di Squillace, mentre un braccio venne portato dal vescovo di Squillace, Marcello Sirleto, nel 1584 a Guardavalle, dove è stato anche eletto come patrono. Sue reliquie risultano anche a Cuenca ed Avila in Spagna, provenienti da Squillace.
E' venerato tra i santi ausiliatori in diverse parti dell’Europa centro-settentrionale.
A Squillace si celebrano tuttora due feste solenni: una il 16 gennaio, detta della traslazione o delle ossa, che rievoca l'arrivo miracoloso al lido di Squillace delle sante reliquie, e l'altra il 7 maggio, giorno del martirio del Santo a Bisanzio, tramandato dai menologi bizantini e mantenuto ininterrottamente a Squillace. In questo giorno, preceduto e seguito da un'antichissima fiera, conviene nella cattedrale di Squillace tutto il clero della diocesi che presta l'obbedienza al vescovo e partecipa ai riti e alla processione solenne.
Carmela Commodaro
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Ciao Nicola, ci lascia attoniti, increduli e tristi la tua immatura scomparsa, mentre da credenti dobbiamo farcene una ragione.
Buono, sobrio, discreto, cordiale e soprattutto mite, pur se apparentemente burbero.
Sono questi i tratti salienti del compianto e buon Nicola Rhodio che vogliamo evidenziare a futura memoria. Sempre composto, giammai propenso a coltivare nel suo cuore e soprattutto ad alimentare pregiudizi, odio o divisioni, nel costante impegno a tenere alto il valore dell’amicizia, a dirimere, minimizzare e pacificare.
Nobile di progenie e di cuore, le sue doti umane e morali ce lo fanno ancor di più apprezzare ora che l’abbiamo perso.
La comunità squillacese tutta avverte il vuoto lasciato da don Nicola, che pur avendo vissuto nella quotidiana e costante discrezione e sobrietà di vita, ci lascia di sé una forte testimonianza dell’Uomo vissuto per il lavoro, per la famiglia, per le figlie e per gli amati nipotini a cui ha riversato affetti e coccole in abbondanza. La terrena esperienza di Nicola è stata sempre in controtendenza rispetto ad un contesto di stili di vita, sempre più imperanti ed appiattiti in una confusa e caotica modernità sovvertitrice dei veri valori.
Nicola, per non creare ansia e preoccupazioni negli affetti più cari, anche nella sofferenza, negava a se stesso la gravità del male che lo avrebbe portato al traguardo finale, mai negando sorrisi ed incoraggiamenti ai suoi affetti più cari, alla famiglia tutta.
Ora tutto è compiuto, caro Nicola, ci resta la tua testimonianza di uomo, di padre, di nonno, di cittadino, cordiale e sollecito con tutti, riservato ed attento nel contempo, ecco perché i tuoi concittadini sapranno apprezzare la tua testimonianza di vita e di cuore ti dicono: “Addio, Nicola caro, riposa in pace!”
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SQUILLACE – Suggestiva rappresentazione del presepe vivente, a Squillace, su iniziativa della Pro loco, durante la celebrazione della santa messa il giorno dell’Epifania, seguita da numerosi fedeli. Erano presenti le autorità locali, tra cui il sindaco Guido Rhodio. Spettacolare, in particolare, è stato l’arrivo dei Re Magi, in abiti orientali di ottima fattura, presso la grotta allestita nei pressi dell’altare maggiore, per recare i doni a Gesù Bambino, rappresentato dal piccolo Antonio Settembrino. Nei panni dei Re Magi, Nunzio Pipicella, Enzo Vaccaro e Pino Corapi. Gli altri personaggi del presepi vivente erano San Giuseppe (Vincenzo Settembrino), la Madonna (Eleonora Facciolo), i pastori (Giuseppe Vaccaro, Antonio Posca e i piccoli Giuseppe Riey e Vincenzo Megna) e gli angeli (Laura Megna, Roberta Panaia e Francesca Pisani). Si è dato così vita ad una bella rappresentazione della natività di Gesù, ricca di profonda suggestione e di forte impatto pittoresco, al suono della zampogna di ‘Ntoni Mungo. La presidente della Pro loco, Aurelia Lioi, ha reso noto un particolare inedito che collega la manifestazione alla città di Squillace: “La fama dei Re Magi ricevette un forte impulso grazie alla famiglia provenzale dei Baux, italianizzato in Del Balzo, che pretendeva di discendere da Baldassarre. Una storia genealogica dedicata a Margherita, figlia di Francesco di Baux, conte di Squillace, descrive le peripezie del Re Baldassarre, approdato in Provenza dove aveva fondato la casata che aveva preso il suo nome”.
Il 6 gennaio, intanto, si è conclusa la mostra-concorso degli elaborati e disegni natalizi, allestita nella sede della Pro loco. Fra le centinaia di temi e poesie pervenute, sono state premiate Maria Rosaria Megna, Viviana Romeo e Cristiana Leto, mentre Francesco Talotta, Leonardo Mungo e Arianna Cuccia hanno vinto la sezione riservata ai disegni.
Per il concorso “Il miglior vino delle cantine squillacesi”, valutato da una commissione di esperti sommelier, con la supervisione di Enzo Vaccaro, hanno vinto, fra i vini rossi, lo “Scyllacense” di Giuseppe Vaccaro; secondo posto per il “Cantico” di Francesco Lioi. Per i vini bianchi, primo posto ex-aequo al “Carpilione” di Martino Merenda e “Montecastello” di Peppino Talotta; al secondo posto, il “Sovrano” di Totò Commodaro.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Grande festa di fine anno a Squillace, organizzata da un’associazione spontanea di giovani del luogo, con il patrocinio dell’amministrazione provinciale di Catanzaro, del Comune e della Pro loco e la collaborazione di diversi sponsor privati, oltre che dell’associazione di protezione civile “Angeli Blu”, che insieme a carabinieri e polizia urbana ha assicurato l’ordine pubblico. Centinaia di giovani e meno giovani, provenienti anche dai Comuni viciniori, hanno invaso piazza del Vescovado dalla mezzanotte per salutare il nuovo anno, tra musica, balli e fuochi d’artificio. Diversi titolari di bar e pub del luogo hanno allestito i gazebo per la somministrazione di bevande. Il divertimento è stato assicurato dall’esibizione, sul grande palco allestito ai piedi della scalinata, dalla band “Caudam Vorans” e dal noto cantautore Tony Schito. Dopo un magnifico spettacolo pirotecnico, il gruppo (Ciccio al basso, Roud alla batteria, Leo alle chitarre, Luca alle tastiere e Tols, voce) ha proposto un ricco repertorio di pezzi propri e di cover di noti brani italiani e stranieri in chiave rigorosamente rock. Schito, invece, non ha esitato a riproporre le sue canzoni che vanno verso tutta quella gente che come lui sognano la libertà di vivere senza censure, per un mondo più giusto e senza frontiere, con una dedica particolare a tutti i popoli oppressi da regimi totalitari.
Un’ora e mezza dopo la mezzanotte, si sono alternati sul palcoscenico i disc-jockey Francesco Maida e Ivan Manno che hanno intrattenuto i tanti giovani fino alle 4 del mattino con i più noti successi della musica dance. Regina della notte squillacese di San Silvestro è stata Eliana Michelazzo, la nota ex corteggiatrice di “Uomini e Donne”, la trasmissione televisiva pomeridiana di Canale 5. Eliana, fresca di matrimonio, accompagnata dai bei tronisti Fabrizio e Alessandro Tanchis e Leonardo Ianno, ha fatto divertire il pubblico, mandando in delirio soprattutto i teen-agers con le sue uscite da autentica vocalist. I fedelissimi telespettatori di “Uomini e Donne” che l’hanno amata così tanto sperano che Maria De Filippi chiami Eliana come opinionista nel famoso studio di Canale 5.
Nel pomeriggio del 31 dicembre, il vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Raffaele Facciolo aveva presieduto la solenne celebrazione del Te Deum, che è da sempre un momento di grande solennità e un’occasione per una riflessione sui momenti forti della religiosità, della fede e dell’attualità.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Furto in chiesa a Squillace. Nella chiesa del Carmine, della parrocchia di San Pietro, sempre aperta in questo periodo natalizio, ignoti hanno rubato le offerte, dopo aver forzato una cassetta metallica. cassetta Ad accorgersi del furto, il giorno di Natale, prima della messa mattutina, il parroco don Giuseppe Megna, che ha mostrato ai fedeli la cassetta vuota, quella in cui i fedeli infilano le monete per accendere una candela elettrica votiva. Pare che il bottino ammonti a un paio di centinaia di euro, dal momento che la cassetta con le offerte viene solitamente svuotata tre-quattro volte l’anno. Il denaro doveva essere utilizzato per il pagamento di piccole spese della chiesa.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Nell’ambito delle molteplici iniziative realizzate durante l’anno, l’associazione culturale cattolica “Domus Pacis”, ha promosso una bellissima iniziativa dal titolo “Aspettando Natale”. L’attesa di queste sante festività ha entusiasmato alcuni soci (Giuseppe Abbruzzo, Antonio Aiello, Ileana Balduani, Stefano e Michele Caso, Giuseppe Gagliardi, Damiano Maida, Roberto Paonessa, Mariarita Pietropaolo, Francesco Posca, Raffaele Sinopoli, Nicola Talarico), i quali hanno voluto impiegare il loro tempo libero per la realizzazione di un grande presepe artistico che è stato presentato e poi benedetto dal parroco, don Giuseppe Megna, davanti ad un pubblico di quasi trecento persone. “Si tratta di una realizzazione artistica corale che rappresenta la comunità squillacese sotto il profilo civico e soprattutto cristiano – ha commentato il presidente del sodalizio Mario Caso – che ci ha permesso di condividere idee, progetti e soprattutto i valori dell’amicizia e dell’associazionismo vero”. Prima della conclusione della serata caratterizzata anche da una ricca degustazione di prodotti culinari tipici, il presidente ha rilevato che “il nostro desiderio è univoco: con queste nostre manifestazioni vogliamo semplicemente ricordare chi siamo e che ci siamo. Continueremo ad andare avanti sfidando il futuro e le numerose difficoltà, ma siamo convinti che con questo tipo di iniziative Squillace potrà essere riscattata dall’indifferenza, dall’apatia, e da certi monopoli ormai ben consolidati. L’obiettivo principale che ci siamo posti è quello di accompagnare Squillace in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare, perché noi tutti vogliamo che questa comunità ci ami per come noi l’amiamo. L’invito che rivolgiamo ai nostri concittadini, e quello di avvicinarsi a noi attraverso le loro opere ed il loro ingegno e contribuire con ciò ai nostri futuri progetti ed alla crescita della nostra comunità”. Il presepe, allestito nella sede dell’associazione in via Santi Apostoli, è aperto per tutto il periodo natalizio dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Il consiglio comunale di Squillace, presieduto da Anna Nuciforo, nell’ultima seduta, ha proceduto alla surroga di due consiglieri comunali, Agazio Mellace e Antonio Macaluso. Ai due subentrano rispettivamente Francesco Iannelli e Nunzio Pipicella, primi dei non eletti della lista “Arcobaleno per Squillace” che a giugno vinse le elezioni comunali. Pipicella ha ricoperto la carica di assessore nella precedente legislatura ed è l’attuale coordinatore locale del Partito Democratico. Mellace, con decreto del 15 dicembre, è stato confermato dal sindaco Guido Rhodio quale assessore esterno, mentre Macaluso sarà utilizzato in importanti ruoli politico-istituzionali.
Un lungo dibattito, comunque pacato, si è sviluppato dopo la relazione del consigliere delegato alle Finanze, Mimmo Facciolo, sulla ratifica della delibera di giunta relativa ad una variazione di bilancio di 20 mila euro per interventi nel settore turistico e ricreativo. Sulla pratica sono intervenuti i consiglieri di minoranza Pasquale Muccari, Franco Caccia e Rosetta Talotta e gli assessori Alberto Carabetta, Pino Manoiero, Luca Occhionorelli, oltre al sindaco Rhodio. Muccari, in particolare, ha anticipato il voto contrario del suo gruppo per il fatto che la giunta, nel dispositivo, ha precisato che in tal modo “viene assicurato il mantenimento del pareggio e gli equilibri finanziari del bilancio di previsione 2009”. Ma Muccari ha fatto cenno anche alla vicenda Sorical, ai mutui, alle sopravvenienze passive e alla dotazione organica comunale, su cui sindaco e gruppo di maggioranza hanno fornito i dovuti chiarimenti.
Altre pratiche che hanno occupato gran parte della seduta erano l’approvazione delle convenzioni per due nuove lottizzazioni e di un piano attuativo unitario, passati rispettivamente con l’astensione e il voto contrario della minoranza: interventi, è stato riferito, che comporteranno un consistente aumento della popolazione residente.
All’unanimità, invece, è passata la nomina della commissione edilizia. Infine, il consiglio, assente il gruppo di minoranza, ha preso atto della proposta della giunta comunale di recedere dai rapporti societari con la società mista “Schillacium”, per inadempimento contrattuale, con riserva di valutazione degli aspetti patrimoniali della vicenda. Sull’argomento ha relazionato l’assessore Enzo Lioi. Il Comune, che nel 2005 aveva avviato la risoluzione del contratto con la “Schillacium” nella sola parte relativa alla raccolta e smaltimento dei rifiuti indifferenziati, ha rilevato carenze e negligenze nell’espletamento del servizio della raccolta differenziata. Si è deciso, pertanto, di recedere dalla stessa società e di ritenere concluso ogni altro rapporto.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE - Nell’ambito dell’inaugurazione del Centro operativo intercomunale (COI) fra i Comuni di Amaroni, Borgia, Caraffa, Squillace, San Floro, Palermiti, Vallefiorita e del Consorzio di Bonifica “Ionio catanzarese”, è stata inaugurata ieri mattina (lunedì) anche la sala operativa del distretto di Protezione civile Angeli Blu di Squillace. La sala, ospitata in appositi locali dell’ex casa mandamentale di viale Cassiodoro, è stata realizzata con il supporto dell’amministrazione comunale. A tagliare il nastro inaugurale è stato proprio il sindaco Guido Rhodio, accompagnato dal vice Luca Occhionorelli e dall’assessore Pino Manoiero e dalla consigliera delegata alla Protezione civile Berenice Brutto, presenti anche l’ex assessore comunale Nunzio Pipicella, il comandante della stazione dei Carabinieri di Squillace, maresciallo Federico Sabatelli, il giudice di pace Franco Lombardo, il direttore didattico Leone Campanella e numerosi volontari dell’associazione di protezione civile. Nel pomeriggio, ha visitato la sede di Squillace del COI anche il funzionario del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Massimo Durantini, delegato dal sottosegretario Guido Bertolaso a presiedere all’inaugurazione del Centro operativo intercomunale. Il responsabile della sede squillacese degli Angeli Blu, Aldo Zofrea, ha affermato che “dopo tanto progettare, si è arrivati alla parte pratica del nostro programma. Il Centro operativo intercomunale ci inorgoglisce e ci pone al centro delle attenzioni dei sette Comuni interessati e del Consorzio di bonifica”. Zofrea ha voluto poi ringraziare l’amministrazione comunale per il sostegno all’iniziativa e tutti i volontari, “che credono in maniera encomiabile nella loro vocazione di essere utili agli altri e che sono pronti nei momenti di emergenza”. Lo stesso responsabile locale degli Angeli Blu ha ricordato l’esperienza vissuta nella circostanza dolorosa del terremoto in Abruzzo. “Per fronteggiare le emergenze, però – ha rilevato Zofrea – servono anche i mezzi e le attrezzature, per cui ci rivolgiamo alle autorità competenti perché ci possano venire incontro”.
Carmela Commodaro
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SQUILLACE – “Natale in concerto” è il titolo della bellissima serata proposta dall’associazione musicale “Giuseppe Olivadoti”, in cattedrale, domenica scorsa, con la direzione artistica del maestro Sebastiano Valentino. L’orchestra giovanile dell’associazione, diretta dai maestri Marco Codamo e Masino Eliseo Mangiacasale, ha proposto brani di Pachelbell, Mozart, Biset, Haydn, Zimmer, Vangelis, Gruber, Ravel e Strauss, oltre alla tradizionale suite natalizia. Presenti, tra gli altri, il sindaco Guido Rhodio, il vicario generale dell’arcidiocesi mons. Raffaele Facciolo, il parroco don Giuseppe Megna, i giudici di pace Cesareo e Lombardo, il concerto ha ottenuto un importante successo.
L’organico orchestrale era composto da Silvia Laugelli, Serena Caristo, Angela Albanese, Marta Tedesco, Paola Montepaone, Maria Galati, Annamaria Schipani e Jessica Schipani (violino); Martina Bartolo (violoncello); Luigi Tassone e Vincenzo Megna (flauto e ottavino); Deborah Megna, Gennaro Santillo, Mariada Megna, Manuel Pungillo, Cosimo G. Balduani, Rosalba Pietropaolo e Mariateresa Mangiacasale (flauto); Simona Gervasi e Giuseppe Chiera (clarinetto); Damiano Pisano e Federico Cannito (fagotti); Pietro Riga (sax soprano); Raffaele Cannito e Rita Rossi (sax contralto); Vincenzo Ferraina (sax tenore); Giorgio Furina e Francesco Citraro (corno); Masino Mangiacasale e Biagio Capicotto (tromba); Luciano Amelio (trombone); Salvatore Gullì (flicorno); Giuseppe Mangone (tuba); Domenico Voci (percussioni); Iolanda M. Rossi e Marta Caristo (pianoforte).
L’associazione “Olivadoti”, presieduta da Mimmo Laugelli, sta consolidando una valida alternativa all’apatia. “I giovani allievi – ha rilevato Laugelli – sono molto entusiasti e stanno ottenendo tanti successi. Abbiamo avviato i corsi di violino, fisarmonica, sassofono, flauto, teoria e solfeggio. Due allieve della nostra scuola, Emanuele e Silvia Laugelli, si sono diplomate al Conservatorio e prossimamente presenteremo altri allievi per il diploma. In una società che va verso strade innovative, vedere dei giovani che si avvicinano all’arte della musica è entusiasmante”.
Carmela Commodaro
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